CODICE ETICO

A.N.C.C.I., tra le ultime Associazioni di Categoria fondate, è la prima e forse l’unica, a darsi un codice etico.
Nel settore son tanti, troppi, quelli che predicano bene e razzolano male, mentre necessita tanta coerenza.
Cresce sempre più l’esigenza di comportamenti aziendali appropriati, oltre a contrastare APP speculative.

  1. Non operare con flotte al servizio di applicazioni che praticano notoriamente tariffe incongrue.
  2. Non rovinare il mercato a vario titolo (mancati pagamenti, furto clienti, disatrose pubblicità).
  3. Non sfruttare gli autisti, con pretese di straordinari esagerati o dando retribuzioni ingiuste.

Peculiarità dell’Associazione sarà curare e favorire la qualità del Servizio N.c.c. attraverso percorsi mirati di formazione professionale, sia di start up d’impresa che di aggiornamento, anche per definire dei criteri innovativi per il riconoscimento di una certificazione professionale ISO, rivolti ad Associati e non Associati.

Questi obiettivi sarebbero la normalità per un’Associazione, affinché i Soci operino meglio in un contesto legislativo accettabile. Purtroppo esistono norme discriminanti prodotte dalla Categoria Taxi a danno N.c.c. (dichiarato in audizione parlamentare da un Avvocato di Tutela Legale Taxi) che non dovrebbero esistere e che penalizzano volutamente una sola delle due Categorie.

LINEE PROGRAMMATICHE

Nel Trasporto Pubblico non di Linea diventa quindi priorità lottare per eliminare ingiustizie e burocrazia.

  1. STOP all’Art. 85 com. 4 del C.d.S. (fermo di 60 giorni del veicolo) solo per N.c.c. e non i Taxi;
  2. STOP alla introduzione del f.e.s. (foglio elettronico servizio) solo per N.c.c. e non i Taxi;
  3. STOP alle limitazioni di accesso a ZTL e corsie preferenziali solo per N.c.c. e non i Taxi;
  4. SI alla possibilità di utilizzo del veicolo sostitutivo, anche per N.c.c. e non solo per i Taxi;
  5. SI allo scontrino fiscale anche per i Taxi, non solo per N.c.c. e tutti gli altri prestatori d’opera;
  6. SI alla riparametrazione dei titoli autorizzativi per N.c.c. bloccati da anni in quasi tutte le città.

Come se non bastasse bisogna inoltre impegnarsi per evitare le gabelle economiche di vario genere (alcuni Comuni, porto di Civitavecchia, ecc.), per ridurre tempistiche delle pratiche in Motorizzazione, per ottenere che passi alle Regioni la gestione amministrativa delle autorizzazioni N.c.c. in quanto ogni Comune ha la sua veduta su concetto rimessa, su possibile figura giuridica intestataria di autorizzazioni, su autocertificazione o nulla osta per immatricolare i mezzi, su quale iscrizione al ruolo necessiti per passaggio di rami d’azienda, per confermare il ruolo come regionale non provinciale, per adeguare legislazioni regionali a nazionali, ecc.

VISIONE GENERALE

A.N.C.C.I. crede nella collaborazione con altre Associazioni di Categoria e s’impegna per favorire coesione. Detto ciò A.N.C.C.I. attualmente è favorevole al Registro Elettronico Nazionale, a regolamentare le App e Piattaforme, a una operatività interregionale (senza limiti amministrativi comunali, provinciali, regionali) che garantisca lo svolgimento dei servizi N.c.c. per gli utenti del Comune che ha rilasciato l’autorizzazione e che permetta altresì all’Azienda di svolgere attività imprenditoriale nel libero mercato, a implementare il servizio N.c.c. (complementare ai Taxi) presso porti, aeroporti e stazioni, come previsto dalla L. 21/92 Art. 11 commi 6-7 (tramite Desk/Uffici interni e stalli riservati esterni, e/o creando linee parallele di carico con precedenza per il servizio Taxi ai varchi), a introdurre anche per N.c.c. e non solo per i Taxi l’uso promiscuo del primo mezzo aziendale, a considerare l’ipotesi della rivoluzione ibrida per contenere l’inquinamento atmosferico, rilasciando gratuitamente un’autorizzazione aggiuntiva da collocare solo su veicolo elettrico, a valutare di conseguenza, oltre alla targa professionale, il modello Svizzero (una assicurazione, più targhe), a garantire il transito prioritario ai varchi di frontiera, a prevedere pedaggi autostradali ridotti per il TPnL. Siamo visionari? Forse sì, forse no. Di certo menti pensanti, ottimisti, operativi per il bene dei passeggeri!

APPLICAZIONI & PIATTAFORME

A.N.C.C.I. ritiene che ognuno è libero di lavorare come gli pare, aderire a UBER, utilizzare altre applicazioni. Ma un conto è farlo per garantire la pagnotta alla famiglia, altro per scelta aziendale (organizzare flotte di più veicoli, turni h. 24/7, svolgere servizi tipici Taxi a prezzi decisi da terzi).
Si chiama lavoro subordinato!
A.N.C.C.I. sostiene che gli intermediari debbano rispettare il loro profilo di ruolo, ossia mettere in comunicazione domanda e offerta di servizi. Non devono diventare, con la loro potenza economica, i soggetti che decidono i prezzi dei servizi, realizzando in breve tempo con metodi alquanto discutibili un mercato di monopolio e di sfruttamento, riducendo di fatto la reale, permanente, concorrenza tra gli operatori del settore.